news
 
18.07.2017
In aumento il rischio di attacchi cyber alle PMI
Zurich ha presentato i risultati della IV indagine internazionale sul rischio di attacchi informatici su un campione di oltre 2.600 Piccole e Medie Imprese in 13 paesi del mondo. A livello globale dalla Ricerca emerge come sia in forte crescita la consapevolezza delle PMI nei confronti dei rischi informatici. Solo il 10% delle imprese ritiene di non essere abbastanza grande per poter cadere nella rete di hacker informatici, percentuale in netta diminuzione rispetto al 2015, quando raggiungeva quota 17%. Furti di dati dei clienti (27%) e rischi legati alla reputazione aziendale (20%) sono i maggiori timori connessi al cybercrime, seguiti da furti di denaro (15%), interruzione del business (15%) e appropriazione dolosa dell'identita' (12%). Solo il 5% delle PMI ritiene di avere implementato sistemi IT in grado di far fronte a minacce informatiche, in diminuzione rispetto al 2015, quando si attestava all'8%. SCENARIO ITALIANO: La sicurezza informatica sta diventando una tematica sempre piu' importante e attuale per le aziende anche in Italia. Nel 2016 il nostro Paese ha prodotto il Framework Nazionale di Cyber Security e nella legge di Stabilita' 2016 e' stato previsto un fondo per il potenziamento degli interventi e delle dotazioni strumentali in materia di protezione cibernetica e di sicurezza informatica nazionale, con una dotazione finanziaria di 150 milioni di euro per l'anno 2016. Anche le Istituzioni europee si sono mosse per promuovere una maggiore protezione dei paesi membri attraverso la pubblicazione di una Direttiva Europea (Network and Information Security - NIS) che dovra' essere recepita entro il 2018 dall'Italia. Con l'adozione del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali (GDPR), sono in arrivo nuovi adempimenti, oltre a significative sanzioni per le aziende che violeranno le prescrizioni. I risultati della Ricerca di Zurich registrano che in Italia le PMI sottovalutano ancora i rischi legati al cybercrime rispetto ad altri Paesi. La percentuale di aziende italiane che teme furti di dati dei clienti e' quasi la meta' della percentuale di aziende irlandesi (21% vs 41%), mentre il timore di essere vittima di un furto di identita' e' sottovalutato dalle aziende italiane, rispetto alle PMI svizzere (8% vs 19%) e il rischio di furti di denaro in Italia si attesta al 12% vs il 21% in U.S. Fra i rischi piu' temuti in Italia si registra il furto di dati dei clienti (20,5%) e l'interruzione del business (18,5%), seguiti da danni alla reputazione aziendale (17%) e furti di denaro (11,5%). Quest'ultimo rischio, come anche l'appropriazione indebita dell'identita', in particolare, sono quasi raddoppiati rispetto al 2015 (6,5%). Si registra inoltre che, rispetto all'anno scorso, le aziende italiane temono molto di piu' danni alla reputazione aziendale (17% vs 11,5%), furti di dati dei dipendenti (6,5% vs 5%), furti di denaro (11,5vs 6,5%) e furti di identita' (7,5% vs 3,5%). Il rischio di poter essere vittima di un furto di dati dei clienti e' invece diminuito rispetto all'anno scorso, passando dal 25% al 20%. Infine sono in diminuzione le PMI che ritengono di possedere al proprio interno software e sistemi di sicurezza sempre aggiornati (10% vs 15% nel 2015). ***SEVERAL BROKER*** Chiedici maggiori informazioni su questo argomento, abbiamo una soluzione assicurativa altamente specializzata.
 

 

 

Several Insurance Broker
Piazza San Giovanni n° 2
34122 - Trieste

Tel. 040 3499159 - Fax: 040 3489421
segreteria@severalbroker.it
severalbroker@pec.severalbroker.it

PI 01103160329

 

 

credits: Innuendo Agency - Nota Informativa Privacy Policy